Michelangelo Buonarroti: anche Cosenza ha sue opere

Chi non conosce il celeberrimo Michelangelo Buonarroti? Autore degli affreschi nella Cappella Sistina, in Vaticano, il Mosè, la Pietà,  il David e di una serie sterminata di opere che ogni giorno attirano milioni di turisti da tutte le parti del mondo qui in Italia.

Nessuno però sa che anche a Cosenza ci sono opere sue e della sua scuola.

Ebbene si, la città Bruzia ha esposte nel Museo Diocesano due opere di Michelangelo e di un suo allievo!

Sono due statuette di avorio: il “Cristo alla colonna” ed il “San Sebastiano”, quest’ultimo firmato dal suo allievo Angelo Rinaldi.

 

Passiamo ad esaminare il “Cristo alla Colonna”.

 

 

 

La statuetta è di una bellezza e di una forza sconcertante: proprio nello stile di Michelangelo, che non lascia nulla al caso, i muscoli sono in perfetta visione, i polpacci tesi, il corpo a mostrare l’angoscia e la stanchezza del momento difficile che Cristo sta vivendo. Michelangelo riesce sempre a “congelare” i momenti e trasportarli nelle sue opere.

Lo stile di Michelangelo si evince anche confrontando la statuetta con altre sue opere come il disegno preparatorio

Figure Study (W.15a Pouncey catalogue 276).

Ma chi ci dice che siano proprio sue?

Che il San Sebastiano fosse importante lo si vide dalla firma che l’allievo appone sulla statua ma il Cristo passava in sordina fino a quando lo studioso cosentino Vincenzo Napolillo, autore tra l’altro del libro “Storia di Cosenza: da luogo fatale a città d’arte”, trovò nell’Archivio di Stato di Cosenza l’atto notarile che ne constata la paternità.

L’atto attesta la donazione delle due opere da parte di don Antonio Caputi, il 6 marzo 1766, alla congregazione cosentina dei Nobiii. Tale atto si trova nel fascicolo 648, fogli 65-66, nell’Archivio e ne specifica finanche la destinazione:

l’altare della Cappella dei Nobili nella Cattedrale di Cosenza.

L’atto ne racconta anche i vari passaggi d’acquisto e cessioni che le due opere hanno subito:

inizialmente furono di proprietà di Cosimo III, granduca mediceo di Toscana;

poi di proprietà di un ambasciatore spagnolo;

passò al viceré di Napoli che le fece valutare da esperti fra cui Francesco Solimena, architetto e pittore, fondatore della più accreditata Accademia di pittura del meridione;

acquistate da don Antonio Caputi che, sentendosi vicino alla morte, le cedette alla Congregazione cosentina facendole giungere a destinazione tramite l’amico Nicola Spiriti, dei duchi di Torano, che da Napoli scendeva frequentemente in Calabria;

conservate dalla tesoreria del Duomo, insieme ad altri reperti, ora sono esposti al Museo Diocesano di Cosenza.

Queste sono le foto della galleria nelle quali si nota la firma di Angelo Rinaldo:

Sculture

Per vederle di persona vi invitiamo a Cosenza al museo. Ecco gli orari di apertura:
da lunedì a sabato dalle ore 9.00 alle ore 12.30

di pomeriggio e la domenica su prenotazione

aperture straordinarie per gruppi

ingresso libero.

Venite a trovarci a Cosenza, al centro storico.

Ecco il link con i contatti e dove è ubicato il museo

Contatti

 

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